Capelli: come mantenerli sani

La sostanza di base dei capelli è la cheratina, una proteina di cui sono composte anche le unghie e la pelle. 
Nella pelle, in particolar modo, la cheratina si combina con il collagene, aumentandone l'elasticità.
L'essere umano naturalmente perde i capelli poiché ognuno di essi giunge alla fine della propria vita naturale entro un periodo che va dai due ai sette anni.

Quando questo avviene, il capello si stacca dal follicolo e un nuovo capello comincia a crescere al suo posto. 
Questo dovrebbe accadere quasi istantaneamente ma in caso di malattia, malnutrizione, tensione o stress, può allungarsi il tempo tra la perdita di un capello e l'inizio della crescita di uno nuovo, così i nostri capelli cominciano a essere meno folti. 
Di fianco a ogni follicolo c'è poi una ghiandola sebacea che secerne sebo, necessario per lubrificare il capello.

Lo stato dei capelli viene influenzato da ciò che mangiamo, e da come li trattiamo.
Se poi l'afflusso di sangue non porta i diciassette amminoacidi che compongono la cheratina, i capelli diventano unti o secchi, le punte si spezzano e perdono la loro elasticità.

Il benessere dei capelli non può dunque prescindere da un'alimentazione equilibrata, una dieta che apporti le giuste quantità di proteine, vitamine e minerali necessari per la sintesi di cheratina. 
Occorre tuttavia tener presente che la maggiore esposizione al sole e agli agenti inquinanti, i frequenti lavaggi, i trattamenti fisici (permanente, piastra,  phon troppo caldo) e con sostanze chimiche (tinture per capelli), il cloro delle piscine e l'eccessiva perdita di acqua e sali minerali, sono i peggiori nemici dei capelli.

Di solito distinguiamo i capelli in:
Capelli normali: sono i capelli che che forse potrebbero essere meglio definiti "capelli sani" perché non sono né secchi né unti, sono facili da trattare e sempre lucenti. 
Ma i cosiddetti capelli normali possono facilmente diventare secchi o unti, o può svilupparsi forfora, cerchiamo perciò di mantenere i nostri capelli sani usando shampoo e trattamenti delicati.

Capelli secchi: dalle ghiandole sebacee non viene prodotto sebo a sufficienza per rifornire i capelli del loro naturale lubrificante protettivo.
Il risultato è allora ritrovarsi con capelli che possono danneggiarsi, annodarsi, formare doppie punte e spezzarsi. 
La cattiva condizione di questo tipo di capelli è facilmente aggravata dal cloro nelle piscine, dal troppo sole e mare e dalle continue ossigenature e tinte.

Capelli grassi: i capelli grassi sono causati dalla iperattività delle ghiandole sebacee. 
Hanno la caratteristica di essere lisci e afflosciati, sembrando spesso sporchi. 
Lavarli troppo frequentemente con prodotti aggressivi spesso peggiora la situazione e più spesso i capelli si lavano, più si ha la necessità di farlo.

Capelli fragili: i capelli fragili hanno spesso subito tanto l'abuso di permanenti, colori, tinte che non ve ne sono rimasti molti che non siano sottili, con doppie punte o che non si rompano al solo tatto. 
Devono venire trattati molto delicatamente e con estrema cura per evitare un'ulteriore rottura e il cuoio capelluto necessita di essere stimolato per incoraggiare una crescita nuova e più forte.

Capelli che cadono in autunno?

Capelli che cadono, si spezzano o appaiono più sottili e sfibrati.
L'autunno è un periodo di transizione e cambiamento,  anche per i nostri capelli che tendono a indebolirsi e cadere.

Il problema è comunissimo e si protrae,  in genere,  fino alla fine di novembre. 
In questo periodo,  i capelli che cadono aumentano di solito del 20-30 % in più rispetto al resto dell'anno e la problematica colpisce soprattutto le donne.

Ma come intervenire per bloccare la caduta?

1) Intervenire attraverso l'alimentazione

  Il modo migliore per fermare i capelli che cadono è lavorare a livello preventivo,  intervenendo sull'alimentazione. 
In particolare,  i nutrienti migliori per evitare la caduta dei capelli autunnale sono: le vitamine del gruppo B, presenti nei cereali, nel lievito di birra, nel tuorlo d'uovo; la vitamina H, contenuta nel riso integrale e nella frutta fresca, lo zolfo, silicio e zinco.

2)  Ricorrere ai rimedi naturali.

    Impacchi con olio di germe di grano e oliva possono contribuire alla nostra causa,  così come anche frizionare sul cuoio capelluto del succo d'ortica, che rigenera i capelli e ha anche un'azione riequilibrante della produzione di sebo. 

In particolare,  il massaggio è una delle soluzioni migliori per contrastare la caduta dei capelli e stimolare il flusso sanguigno dei capillari locali. 
Il follicolo,  irrorato e nutrito,  ripristina i processi metabolici del capello.

Il massaggio potete effettuarlo utilizzando la Lozione Anticaduta Apiderma la cui ricetta è ottenuta per estrazione di piante officinali quali ginseng, ortica,  luppolo e di prodotti delle api come la propoli. Massaggiate la lozione sul cuoio capelluto, esercitando con i polpastrelli una pressione graduale ma decisa sulla zona prescelta. 
Se però la caduta dei capelli si protrae per il resto dell'anno,  potrebbero esserci dietro cause ben diverse,  tra cui fattori ormonali, condizioni mediche particolari o un eccesso di stress.
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Lozione anticaduta Apiderma


Apiderma - Lozione naturale Anti-Forfora

Oggi vi voglio parlare della Lozione Naturale Antiforfora Apiderma
Vi leggo gli ingredienti: Alcohol denaturato, Aqua, Menthol, Linseed acid, Mentha piperita, Melaleuca alternifolia, Piroctone olamine, Citric acid.
A base di estratti vegetali quali il mentolo, la menta piperita e il tea tree, la lozione naturale Antiforfora Apiderma è consigliata per contrastare efficacemente la  forfora sia grassa che secca.

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Ovviamente però, come in tutte le cose, ci vuole una certa costanza nell'effettuare il trattamento per avere risultati apprezzabili in quanto solo la regolarità del trattamento è condizione necessaria per la normalizzazione del processo di desquamazione.
Inoltre è necessario seguire correttamente il modo d'uso della Lozione Naturale Antiforfora Apiderma: bisogna infatti lavare accuratamente il cuoio capelluto, utilizzando preferibilmente lo shampoo Apiderma alla propoli e miele, sciacquare e tamponare con una salvietta la testa.
Con l'apposito contagocce dovrete poi applicare la Lozione naturale Antiforfora Apiderma, avendo cura di distribuire il prodotto uniformemente su tutta il cuoio capelluto e infine massaggiare a fondo con le dita per alcuni minuti, in modo da favorire l'assorbimento di tutti i principi attivi.
Provatela e vedrete che ne sarete soddisfatti!
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Cosmetici per celiaci

Da qualche tempo ho notato che alcuni cosmetici riportano la dicitura "senza glutine".
Incuriosita, ho cominciato a fare le mie ricerche per arrivare alla conclusione che molto probabilmente si tratta di pubblicità ingannevole.
L'AIC Associazione Italiana Celiachia, ha già segnalato casi simili e addirittura il 18 gennaio è arrivato anche un pronunciamento dell'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria (IAP) che ha disposto l'immediata cessazione di una campagna pubblicitaria che promuoveva alcuni prodotti cosmetici ricorrendo al claim "senza glutine".
Da quanto indicato, per il celiaco i cosmetici non rappresentano un pericolo, essendo la celiachia un'intolleranza alimentare che riguarda l'intestino tenue; pertanto, la presenza di glutine nei prodotti per la cura del corpo, siano essi bagnoschiuma o creme, non comporta alcun rischio perché il glutine non provoca danni al celiaco per contatto con la cute.
Nel caso si ingeriscano accidentalmente minime quantità di dentifricio, burro cacao o rossetto, contenenti glutine per contaminazione o come eccipiente di particolari principi attivi, questo sembra non costituisca un pericolo per il celiaco.
Insomma, cari amici celiaci, potete continuare ad usare i vostri cosmetici preferiti!
Fonte: AIC

Test cosmetici sugli animali: stop definitivo

L’Unione Europea aveva tempo fino all’11 marzo 2013 per pronunciarsi contro la direttiva CE 2003/15 che impone il divieto di sperimentare su animali o importare prodotti che non rispettino questi standard, ma non l’ha fatto, rendendola quindi attiva a tutti gli effetti.
Dopo 23 anni di lotte si può finalmente dire di aver fatto un gigantesco passo avanti contro i maltrattamenti sugli animali, anche se è giusto ricordare che “quella cosmetica è solo la punta dell’iceberg di una crudeltà che porta ogni anno alla morte per la sperimentazione di 12 milioni di animali in Europa e 900 mila sono in Italia” ci racconta Michela Kuan, biologa e responsabile per la lotta alla vivisezione della Lav (Lega antivivisezione).


Una battaglia, quella contro i test sugli animali, che ha dovuto fare i conti con ritardi e slittamenti, c’era stata paura anche per una possibile attesa di circa dieci anni che, alla fine, non si è verificata: “L’Europa ha così dimostrato di aver ascoltato le proteste dei suoi cittadini, delle associazioni animaliste ma anche delle aziende che hanno deciso di aderire a questa battaglia, influenzando di fatto il mercato estero: da oggi chiunque voglia importare prodotti cosmetici all’interno dei confini europei deve sottostare a queste regole” continua Michela Kuan.



I metodi alternativi esistono ed è giusto ricordare che la pelle di un qualsiasi animale non sarà mai uguale in tutto e per tutto a quella dell’uomo e lo stesso vale quindi per le reazioni.
Quali sono le metodologie più utilizzate che non uccidono gli animali?
Riguardano principalmente i test di tossicità, cioè verificare che un particolare composto non crei danni come irritazioni o corrosioni cutanee. Qui scendono in campo particolari modelli 3D della pelle, ottenuti in vitro.
Per testare ad esempio i vaccini, al posto dei conigli viene usato il test Elisa (Saggio Immuno-Assorbente legato ad un Enzima), ma anche la bioinformatica con i software Qsar, riesce a prevedere gli effetti di una particolare sostanza.
In Europa è l’Eurl-Ecvam (European Union Reference Laboratory for alternatives to animal testing (EURL ECVAM), che si occupa di verificare la validità di questi metodi.



Il processo è però lungo e richiede circa 10 anni di studi, per questo, ancora in molti campi, vengono utilizzati gli animali, soprattutto per i test di tossicità ripetuta.
“La violenza nei confronti di questi animali è doppia perché parte all’origine – ci spiega Michela Kuan –. Questi esemplari nascono in gabbie, privi di qualsiasi tipo di stimolo esterno, alimentati artificialmente, spesso costretti ad ingoiare sostanze tossiche o a test sugli occhi anche senza anestesie, per essere poi, per legge, anche se recuperabili, soppressi”.

Già nel 2004 entrò in vigore il bando ai test su animali per i prodotti cosmetici finiti (Direttiva 2003/15/CE) e nel 2009 arrivò anche lo stop ai test cosmetici per gli ingredienti; iter che si è concluso l’11 marzo 2013 con il definitivo divieto della sperimentazione sugli animali per fini cosmetici.
La Lav inoltre garantisce, con il controllo di un Ente certificatore terzo, il no test su animali nell’intera filiera di produzione comprendendo anche le materie non prettamente cosmetiche come i conservanti e i chimici, applicando quindi lo Standard internazionale “Stop ai test su animali”.
www.ecoo.it